|
Manda a un amico
|
Contatti
|
Cerca
|
English
|
![]() |
![]() |
|
Latte avvelenato dalla Cina
Nello scandalo cinese del latte in polvere "avvelena neonati" sono stati coinvolti, loro malgrado, anche i piccoli birmani. Infatti, due ditte cinesi produttrici hanno esportato il latte contaminato in Birmania e in altri quattro paesi (Bangladesh, Burundi, Gabon e Yemen). Il regime comunista cinese ha annunciato, tramite il capo dell’amministrazione statale per la qualità, che le due ditte in questione, la Suokang e la Yashili (1), stanno cominciando a ritirare il prodotto esportato. Da parte della giunta birmana, invece, nessun accenno alla notizia né tantomeno avvertimenti alla popolazione. Ovviamente, se contestualizziamo ogni avvenimento all’interno di uno specifico quadro socio-culturale, non c’è troppo da stupirsi se nel latte in polvere è stata aggiunta la melamina (composto chimico utilizzato per produrre plastica, colle e resine sintetiche). Ai primi controlli delle autorità cinesi sono 22 le aziende produttrici, con un totale di 69 marchi, che risultano positive ai controlli: mettevano la melamina nel latte per togliere il cattivo odore e aumentarne i valori proteici. P.S. Forse a noi interessa sapere che in Cina sono già morti 3 neonati, 158 bambini hanno sviluppato gravi disturbi renali e altri 6244 si sono variamente ammalati. (1) la Suokang ha sede nella città di Qingdao e la Yashili nella provincia di Guangdong.
Fonte:
|