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Nuove critiche dei Bush alla Birmania
Il Presidente George W. Bush e la moglie si sono recati a Bangkok alla vigilia dell’anniversario della rivolta democratica dell’8 agosto 1988, brutalmente repressa dal regime birmano. Il presidente e la moglie si sono rivelati in questi ultimi tempi tra i più feroci critici della crudele dittatura del Myanmar e anche in questa occasione non hanno mancato di rinnovare la loro ferma presa di posizione. In Tailandia molti dissidenti hanno lodato l’iniziativa del governo americano di stringere il cappio delle sanzioni contro la Birmania, soprattutto per quanto riguarda le importazioni di giada e rubini (tra le principali fonti di guadagno dei militari) e chiedono un inasprimento delle sanzioni anche da parte di altri paesi. In un’intervista con “The Nation” Bush si è dichiarato d’accordo aggiungendo: “le sanzioni unilaterali sono efficaci solo fino a un certo punto. Altri paesi dovrebbero unirsi a noi ma francamente alcuni paesi nei dintorni non sembrano affatto interessati a farlo”. È chiaro il riferimento alla Cina, la cui risposta al discorso di Bush è stata il consueto “fatevi i fatti vostri”. Il portavoce del Ministero degli esteri Qin Gang ha così commentato: "Ci opponiamo fermamente a qualsiasi parola o azione che usi i diritti umani o questioni simili per interferire negli affari interni di altre nazioni (...) Il governo cinese mette il popolo davanti a tutto, e si dedica completamente a preservare e promuovere i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini (…) I cinesi hanno completa libertà di religione, questo fatto è innegabile”. Per quanto riguarda il governo Tailandese, il Primo Ministro Samak Sundaravej si è dichiarato “amico dei generali del Myanmar”. Dopo una visita in Birmania, avvenuta nel gennaio 2008, ha dichiarato che il suo rispetto per loro era diventato ancora più profondo dopo aver saputo che meditavano come “buoni buddisti”. Intanto i "buoni buddisti", protetti nella capitale-bunker Naypydaw, stanno circondando di poliziotti in assetto antisommossa i principali monasteri birmani per reprimere eventuali manifestazioni in occasione del ventesimo anniversario delle proteste del 1988. Sicuramente staranno meditando sulla redenzione delle migliaia di civili uccisi dalle forze armate in tale circostanza. Chissà cosa ne penserebbe il Buddha.
Fonti: http://ap.google.com/article/ALeqM5j3b6xoPSXQAc5AoJwqPQit9OtitgD92DDJ980
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