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4 Burma

Al via un piano d’intervento post Nargis: meglio tardi che mai?

Alla fine di maggio, a circa un mese dal passaggio di Nargis, l’ASEAN (1) ha deciso di mettere in cantiere un programma di aiuti per le popolazioni della Birmania colpite dal ciclone. Nonostante le critiche in seno all’organizzazione, relative alla partecipazione del Myanmar, l’ASEAN si è attivato per creare un’alleanza con il governo birmano e le Nazioni Unite: è nato così il Tripartite Core Group (TCG). Finalmente il 2 giugno 2008 il TCG, con la supervisione della Banca Mondiale e della Banca Asiatica per lo Sviluppo, ha istituito una task force umanitaria, denominata PONJA (Post-Nargis Joint Assessment), al fine di elaborare un piano d’intervento nelle zone disastrate dal ciclone.

Il 21 luglio 2008 è stata ratificata a Singapore la nuova Carta dell’ASEAN che promette di rafforzare la democrazia, il buon governo e lo Stato di diritto e di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali. La buona notizia ha preso, però, una piega paradossale: a ratificare formalmente la Carta è stato Nyan Win, ministro degli Affari esteri della Birmania. Ciò ha riacceso le critiche di molte organizzazioni occidentali sulla connivenza dell’ASEAN con il regime dittatoriale.

Lo stesso giorno è stato pubblicato l’atteso rapporto del PONJA che, fotografando la situazione della Birmania a circa due mesi dal ciclone, ha identificato i bisogni effettivi delle vittime e ha valutato in 4 miliardi di dollari il costo della ricostruzione.
Come ha dichiarato Surin Pitsuwan, Segretario Generale dell’ASEAN, "il report è basato sui bisogni oggettivi delle vittime del ciclone Nargis; uno studio che servirà ad aiutare e guidare gli sforzi di assistenza e di soccorso nella Birmania colpita dal ciclone, cosicché i bisogni a medio termine delle vittime di Nargis siano sufficientemente soddisfatti" (2).

Il PONJA, con il suo programma a medio termine, si propone di facilitare il recupero di un accettabile livello di vita per la popolazione dei centri colpiti, "assistendo" il regime birmano nell’opera di ricostruzione.

Ma, è stato subito chiaro, i generali non vogliono essere sostenuti nell’aiutare il popolo.

Loro, i comunisti con a capo il generale Than Shwe, desiderano voracemente solo moneta sonante da arraffare e investire a proprio piacimento. Ogni soccorso offerto dalla comunità internazionale è stato meticolosamente bloccato dai dittatori del Myanmar.

Del resto ogni dittatore può essere considerato un vero e proprio serial killer le cui vittime sono la sua stessa popolazione. E Than Shwe non smentisce la regola.

Dietro le immagini dei cadaveri di bambini con il viso riverso nel fango, "offerte" dai media, ci sono più di centomila persone che hanno perso la vita. Altri 2,4 milioni di esseri umani vivono nel costante pericolo di contrarre la diarrea, il tifo, il colera, la dengue (3) e patiscono la fame, la sete (4) e le conseguenze psicologiche dell’evento traumatico.

È probabile che in questa iniziativa del PONJA non tutto sia da buttare ed è sperabile che, dopo le dichiarazioni d’intenti e le belle parole, qualcosa venga finalmente realizzato.

Ma è importante avere ben chiaro che finora le organizzazioni internazionali hanno tentato di mediare con la giunta birmana solo per dimostrare al mondo libero di stare facendo qualcosa per aiutare le vittime del ciclone.

Sarà interessante verificare quanto verrà effettivamente realizzato dal PONJA e quanti soldi, invece, finiranno nelle mani insanguinate di Than Shwe e dei suoi complici: 4 miliardi di dollari sono un tesoro che fa gola. Forse, per quanto riguarda i generali, il giusto acronimo di PONJA sarebbe "Probably Only Junta Advantage".

Nel frattempo porgiamo ai generali il saluto e il ringraziamento di tutte quelle persone che sono morte in questi mesi e le loro scuse per non aver saputo aspettare "programmi a medio termine".

 

(1) L’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations) è un’organizzazione politica, economica e culturale che riunisce 10 nazioni del Sud-est asiatico. È stata fondata nel 1967 con lo scopo principale di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca fra gli Stati membri, accelerare il progresso economico e aumentare la stabilità della regione. Gli stati attualmente membri dell’ASEAN sono: Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei (dal 1984), Vietnam (dal 1995), Laos (dal 1997), Birmania (dal 1997), Cambogia (dal 1999).

(2) Tratto da http://www.aseansec.org/21746.htm: "Report based on the objective needs of the victims of Cyclone Nargis; a report that will be useful to help guide the relief and recovery efforts in cyclone-hit Myanmar, so that the medium-term needs of the Nargis victims are sufficiently addressed".

(3) Per approfondimenti vedi l’articolo Fondati timori per un’epidemia di febbre dengue http://www.4burma.it

(4) Per approfondimenti vedi l’articolo I disperati che guardano il cielo http://www.4burma.it/contStd.asp?lang=it&idPag=491.

Fonti:

http://www.aseansec.org
www.nytimes.com/2008/06/13/world/asia/13myanmar.html?scp=1&sq=asean%20nargis&st=cse
http://opinionator.blogs.nytimes.com/2008/05/22/still-not-too-late-for-myanmar/?scp=2&sq=asean%20nargis&st=cse
http://www.asean.org/21765.pdf
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1825357,00.html?xid=feed-yahoo-full-world