Manda a un amico | Contatti | Cerca | English   RSS
4 Burma

Crisi dell'industria della pesca in Birmania

Da www.irrawaddy.org.

Di MIN LWIN Mercoledì 30 luglio 2008

 

L’industria birmana della pesca è in stallo a causa degli alti prezzi dei carburanti (un barile di diesel costa 320,000 kyat pari a 273 dollari USA), della carenza di risorse umane e di provviste.

Secondo la Myanmar Offshore Fishing Vessel Owners Association solo 100 dei 536 pescherecci registrati è in funzione. Uscire in mare, infatti, costa ai proprietari delle barche 60 milioni di kyat all’anno e dopo il ciclone i pescatori non hanno a disposizione abbastanza pesce per rifarsi della spesa. Infatti, se prima di Nargis i pescherecci riportavano circa 1500 ceste di pesce ogni viaggio (ogni cesta contiene circa 80 chili di pesce), oggi le ceste sono scese a 500.

Secondo il Dipartimento Birmano della Pesca 2,088 pescherecci sono andati distrutti a causa del ciclone 17,876 pescatori del delta dell’Irrawaddy e della Divisione di Rangoon sono stati uccisi e 9,612 risultano dispersi.

La quantità di pesce destinato al mercato interno è drasticamente diminuita e, di conseguenza, il prezzo al pubblico è salito vertiginosamente (da 3,000 kyat a 7,000 kyat ogni 1.26 kg di pesce e da 3,000 kyat a 15,000 kyat per la stessa quantità di gamberi).

Nonostante la situazione di crisi, più della metà dei prodotti marini continuano ad essere destinati all’esportazione che, secondo un rapporto della Myanmar Aquaculture & Fisheries Association, si svolge prevalentemente verso Cina e Thailandia, Giappone, Bangladesh, Emirati Arabi Uniti, Malesia, Arabia Saudita, Russia e Regno Unito.

 

Fonte:

http://www.irrawaddy.org/highlight.php?art_id=13629