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Ricostruzione a costo zero: civili costretti al lavoro forzato
Non c'era bisogno degli indovini: a giugno l'International Labor Organization (1) aveva già previsto che, per la ricostruzione a seguito dei danni provocati dal ciclone Nargis, la giunta avrebbe sfruttato il lavoro forzato. Secondo testimoni delle città di Laputta, Bogalay, Pyapon e Dedaye, migliaia di persone provenienti da centinaia di villaggi sono obbligate a lavorare gratis sotto il controllo dei militari per la ricostruzione nelle aree del delta dell'Irrawaddy devastate dal ciclone. Tra i forzati ci sono anche bambini. I lavori da svolgere comprendono servizi di facchinaggio, taglio di alberi e bambù, pulizia di strade e villaggi. Ma c’è anche chi viene messo a lavorare nei siti di costruzione. Alcuni contadini hanno riferito che il mese scorso, a turno, sono stati costretti a prestare servizio per le autorità. Chi non lo avesse fatto avrebbe dovuto pagare una multa di 1.500 kyat. Le autorità sono come al solito prive di qualsiasi ritegno: secondo una testimonianza, accusano quelli che si rifiutano di lavorare per loro di essere "pigri", "opportunisti che vanno in giro aspettando di otterere qualcosa gratis". Ricordiamo che si tratta di gente già duramente provata dalle inondazioni e dalle difficoltà incontrate dopo, lasciata deliberatamente senza assistenza. È vietato parlare con i visitatori e c'è l'obbligo di informare le autorità della presenza di sconosciuti. Non solo: chi non obbedisce agli ordini, viene cacciato dal campo (del resto le autorità non cercano che pretesti per farlo) e alcuni sono stati picchiati e costretti ad andarsene. In più, ai pescatori della zona è stato ordinato di catturare gamberi e pesci per le truppe. L'unità dell'esercito birmano responsabile della ricostruzione nella zona del delta del'Irrawaddy è la 66esima Divisione di Fanteria Leggera, comandata dal Generale di Brigata Maung Maung Aye, già tristemente famoso per aver in precedenza schiavizzato civili per la costruzione di strade. Intanto nello stato di Arakan si sta ricostruendo una strada, recentemente danneggiata da una frana dovuta alle forti piogge, con l’impiego di residenti e di criminali in attesa di sentenza. La strada in questione è un collegamento vitale tra Birmania e Bangladesh e il governo ha ordinato di ripararla il prima possibile. Alla giunta, risparmiare sulla manodopera piace proprio tanto.
Fonti:
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