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Londra Connection. Come i Lloyd's finanziano la giunta
L’organizzazione non governativa Burma Campaign UK, in un rapporto intitolato "Insuring Repression", ha denunciato l’ignobile collusione tra i Lloyd's di Londra e la giunta militare birmana. Il rapporto è il risultato di un’inchiesta che ha coinvolto più di 500 compagnie assicurative in tutto il mondo, 200 delle quali (a Londra, Antwerp, Singapore, Thailandia, Germania, Bermuda, Giappone e Malesia) non sono state in grado di “chiarire” le loro relazioni con la giunta birmana. I contratti assicurativi stipulati con le compagnie straniere muovono un flusso di miliardi di dollari nelle casse del regime e, oltre ad aver arricchito la ristretta elite vicina ai generali, hanno drammaticamente rinforzato le fila dell’esercito. (1) Il finanziamento dell’industria globale delle assicurazioni al regime birmano viene effettuato attraverso la compagnia assicurativa nazionale “Myanmar Insurance” - di cui lo stato è l’unico azionista – per la quale tutti i contratti assicurativi devono passare. In tal modo tutte le merci destinate ad altri paesi che transitano per la Birmania, così come i veicoli stranieri che entrano nel paese, devono essere assicurati dalla Myanmar Insurance, il cui monopolio è protetto dalla legge: stipulare assicurazioni attraverso altre compagnie è un reato punibile con l’arresto. Il management della Myanmar Insurance è in mano ai militari. Managing Director è il Colonnello Thein Lwin, mentre il General Manager è il Maggiore Maung Thein. Essi sono rispettivamente il Presidente e il Segretario del Comitato di Supervisione della compagnia, che fa direttamente riferimento al Ministro della Finanza e delle Entrate. Il comitato è responsabile di un’ampia gamma di attività, che vanno dall’analisi e l’approvazione di nuovi affari al rilascio dei permessi per operare in Birmania, fino all’acquisto di assicurazioni da compagnie estere. Infatti la compagnia non è abbastanza grande per coprire tutti i contratti assicurativi del paese e, per garantire appropriati livelli di copertura, può "riassicurarsi" tramite compagnie straniere. Sono noti almeno due uffici di compagnie assicurative straniere in Birmania: le giapponesi Sompo Insurance e Mitsui Sumitomo. L’attività dei loro uffici non è verificabile e, anche se la legge birmana vieta loro di vendere assicurazioni direttamente alle compagnie birmane, essi hanno il permesso legale di usare l’intermediazione della Myanmar Insurance (con la quale stanno tentando di formare una Joint Venture). "Se la Myanmar Insurance non è in grado di venire incontro ai bisogni di una compagnia", spiega il rapporto di Burma Campaign UK "ad esempio se l’esigenza è troppo specialistica (come assicurare un gasdotto) possono essere fatte delle eccezioni con il permesso del regime, attraverso il Ministro della Finanza e delle Entrate. In questi casi le assicurazioni saranno stipulate sul mercato straniero e la Myanmar Insurance attuerà un’operazione di ‘fronting’. In tale procedura un assicuratore principale (come la Myanmar Insurance) emette la polizza, ma poi passa l’intero rischio ad un riassicuratore (sul mercato internazionale) in cambio di una provvigione. Il riassicuratore non necessita di alcuna licenza". Il Fronting è una ingente fonte di guadagno per il regime in quanto non comporta alcun rischio e la provvigione imposta può essere molto alta. La Myanmar Insurance può richiedere provvigioni fino al 15% per approvare un accordo di fronting e si ritiene che solo questa attività possa generare guadagni di decine di milioni di dollari. Sempre secondo il rapporto, nel 2004 la compagnia avrebbe ricevuto 5.1 milioni di dollari USA in premi, escluse le provvigioni prese a seguito degli accordi di "fronting". Johnny Chatterton, attivista di Burma Campaign UK, ha dichiarato: "L’industria globale delle assicurazioni sta fornendo fondi alla dittatura birmana. Le compagnie assicurative, inclusi i membri dei Lloyd’s mettono il profitto davanti all’etica. Non si preoccupano del fatto che stanno aiutando un regime brutale, finanziando l’acquisto di armi, pallottole e carri armati per le campagne di repressione e pulizia etnica. In un’epoca in cui alle compagnie piace dichiarare di comportarsi eticamente, questi gruppi supportano un regime che, meno di un anno fa, ha sparato su una folla di manifestanti inermi (…) stanno sostenendo un regime che governa attraverso la paura, lo stupro, la tortura e l’assassinio dei civili". I Lloyd's si difendono dalle accuse dichiarando che i propri membri non infrangono nessuna legge assicurando le infrastrutture chiave in Birmania. Infatti, le leggi dell’UE non impediscono di investire o fornire servizi assicurativi in Birmania, al contrario degli Stati Uniti dove sono in atto dal 2003 pesanti sanzioni finanziarie. Nonostante le pressioni del Parlamento Europeo per adottare analoghi provvedimenti, i capi di stato dell’Unione non hanno trovato l’unanimità necessaria per approvare le misure restrittive. Un portavoce dei Lloyd's ha dichiarato il 26 luglio 2008 a inthenews.co.uk: "a meno che non ci siano sanzioni ufficiali, non daremo istruzioni al mercato su dove si possono o non si possono fare affari". Il coinvolgimento dei Lloyd nei traffici del regime criminale dei generali rischia di danneggiare gravemente l’immagine della compagnia e dello stesso Regno Unito ed ha provocato una campagna di pressione per la cessazione dei rapporti con la Birmania. Le assicurazioni sono vitali per le compagnie che investono in Birmania. La campagna mira a far diventare il paese sempre meno attraente per gli investitori stranieri, rendendo più costoso e difficile assicurare le operazioni in Birmania. Tagliare i fondi della giunta farà diminuire il denaro che essi spendono in armi e aumenterà la pressione mirata ad accelerare i negoziati per il progresso democratico in Myanmar. La "Dirty List" Oltre al vitale apporto dei Lloyd's, il movimento finanziario attuato attraverso le compagnie assicurative coinvolge Singapore, Malesia, Giappone, Germania, Australia e Paesi Arabi. In appendice al rapporto di Burma Campaign UK "Insuring Repression", è stata stilata una "Dirty list" con i nomi delle compagnie coinvolte negli affari con la giunta Birmana. Oltre ai Lloyd's di Londra e alle compagnie ad essi collegate come Catlin e Atrium ci sono:
Fonti: http://www.guardian.co.uk/business/2008/jul/27/lloydstsbgroup.burma http://www.insurancetimes.co.uk/story.asp?sectioncode=13&storycode=373193&c=1 http://www.viewlondon.co.uk/news/stop-insuring-burmese-repression-industry-urged-18704693.html http://www.ft.com/cms/s/0/775dc688-5d04-11dd-8d38-000077b07658.html
(1) Circa la metà del budget governativo viene usato per spese militari mentre solo l’1.4% è destinato alla salute e all’educazione.
Leggi il rapporto di Burma Campaign UK: |