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Nargis, aiuti in denaro: la giunta lucra sul cambio di valuta
Il crescente divario tra il valore del dollaro USA e quello dei FEC birmani (Foreign Exchange Certificates) sta trasformando gli aiuti internazionali successivi al ciclone Nargis nell’ennesima miniera di denaro per le sanguisughe al governo del paese. Vediamo come. I FEC sono una forma di "valuta per turisti" in cui gli stranieri che arrivano in Birmania devono cambiare un importo di almeno 200 dollari. Furono introdotti nel 1994 per far sì che la maggior parte della valuta pregiata che entrava nel paese finisse direttamente nelle mani della giunta. Il loro valore nominale unitario è equiparato al dollaro. Tutte le organizzazioni internazionali che lavorano in Birmania sono obbligate a depositare il denaro di cui hanno bisogno per operare nel territorio su conti della Myanmar Foreign Trade Bank (MFTB). I depositi, generalmente in dollari USA, possono però essere ritirati esclusivamente in FEC. Finché il valore resta pari, diciamo che non ci sono grossi problemi: tot dollari, tot FEC. Ma cosa è successo dopo Nargis? Semplice: il valore dei FEC è diminuito in maniera considerevole. Secondo alcuni uomini d’affari di Yangon, il fenomeno ha avuto inizio dopo che i Birmani che vivono all'estero hanno cominciato a trasferire grosse somme di denaro contante su depositi della MFTB per aiutare le persone colpite dal disastro o semplicemente per mantenere le proprie famiglie residenti in Birmania. Quando poi la giunta ha autorizzato a entrare nel paese le agenzie internazionali, queste, per la ragione spiegata prima, hanno per forza di cose incrementato la domanda di FEC. A questo punto il governo cosa ha fatto? Ne ha stampati in grande quantità, guidando contemporaneamente al ribasso il loro valore di mercato. Ed ecco, su una scala più vasta, che trappola si è venuta a creare: quanto più denaro estero affluisce in Birmania, tanto meno varranno i FEC. Vale a dire: quanta più valuta pregiata entra nel paese, maggiore sarà la perdita a danno della popolazione. La differenza è un regalo extra per le casse della giunta. Appare più chiaro, ora, per quale motivo il governo birmano ha richiesto esplicitamente non aiuti umanitari ma denaro "cash"? I donatori occidentali sono avvisati: chi ora chiede soldi per la Birmania, lo fa o per arricchire se stesso o per arricchire la giunta.
Fonti:
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