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Esoterismo di regime
È noto che il 74enne dittatore Than Shwe, finanziato dai comunisti cinesi per mantenere "calma" la situazione birmana (1), affida la sua dissennata politica a chiromanti, veggenti, astrologi, indovini e stregoni vari. Ma non è il solo a credere all’influenza di astri e spiriti nelle cose terrene, infatti, condivide tale convinzione con la moglie e con molti membri del suo governo. Alla sua personalità megalomane Than Shwe ha aggiunto, negli anni ’80, la fede nell’astrologia, precisamente da quando un indovino predisse a sua moglie (praticante del culto Nat) il suo successo politico. All’avverarsi di tale predizione, Than Shwe accrebbe il suo interesse per la divinazione e cominciò a chiedere in continuazione il consiglio delle "stelle". Illuminante esempio di questo esplosivo mix nella personalità di Than Shwe è la sua decisione di spostare la capitale, spinta sia dal "parere" degli astri sia dal desiderio di ripercorrere le gesta di un antico re birmano di cui si crede una reincarnazione. Seguendo ancora il parere del suo capo astrologo, il 6 novembre 2005 alle 6,37 del mattino (data ed ora propizia), ordinò il trasferimento: un interminabile convoglio di camion militari si diresse verso il "luogo auspicato", nonostante la nuova capitale non avesse ancora nemmeno un fax funzionante. Non si deve, però, a Than Shwe l’istituzione dell’esoterismo di regime. Infatti, già il suo predecessore, il generale Ne Win, che governò dal 1962 al 1988, mostrò la forza e l’autorevolezza della superstizione nelle scelte politiche birmane. Un episodio per tutti: in base alla considerazione che il 90 è un numero fortunato in Birmania, egli invalidò la banconota da 100 kyat per sostituirla con una da 90 kyat. Con questa assurda manovra Ne Win sperava di guadagnarsi la benedizione del suo paese e di evitare il terribile purgatorio buddista. Non stupisce, perciò, che la giunta birmana sia circondata da una sorta di "corte dei miracoli" composta da "consiglieri", chiaroveggenti, astrologhi e affini, tutti praticanti lo yadaya. Questa pratica magica è utilizzata per scongiurare la mala sorte e tenere a bada gli spiriti maligni. I suoi occulti riti sono celebrati per influenzare ogni avvenimento di rilevanza politica come, ad esempio, gli incontri con la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi. Quest’ultima è molto temuta proprio perché le predizioni e i "segni" astrali le sono favorevoli, tanto che Than Shwe ha proibito di pronunciarne il nome in sua presenza. Ciò è anche dovuto all’importanza che egli attribuisce ai nomi composti di due suoni diametralmente opposti come quello di Aung Kyi. Tale combinazione è nota, in birmano, come "Ket 'Kin" ed è tradotta "astrologicamente" come Martedì-Lunedi. Per contrastare la Suu Kyi, il capo astrologo ha consigliato Than Shwe di usare un simbolo Lunedi-Martedì, come la pianta di "kyet Suu". La giunta ha, perciò, avviato un programma nazionale per obbligare la popolazione a piantare il "kyet Suu". Rimane ora da chiedersi se sia meglio pensare che il popolo birmano debba affrontare atroci sofferenze a causa di un manipolo di sanguinari ma lucidi generali o per mano di qualche imbecille dotato di un immenso potere ma manipolato a sua volta da furbi chiromanti. La scelta è davvero ardua. Forse bisognerebbe chiedere consiglio alle stelle.
(1) ci riferiamo agli accordi politico-commerciali sino-birmani. Per una cronologia delle relazioni tra i due Paesi si veda: http://www.irrawaddy.org/research_show.php?art_id=446
Fonti:
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