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4 Burma

Lo shopping dei generali: armi sì, medicine no

Il ciclone Nargis si è abbattuto su una popolazione già affamata da un governo criminale, che ha fatto affari d’oro in tutto il mondo ignorando i bisogni basilari di milioni di persone.

Emblematica in questo senso è la gestione delle abbondanti risorse naturali birmane, sostenuta tramite "pulizie" etniche che richiedono continui e ingenti investimenti in armi.

Non è un caso, perciò, che le scelte di politica economica si orientino verso il settore militare che assorbe, ogni anno, circa il 40% del bilancio nazionale. Altrettanto ovvio che al settore sanitario e a quello dell’istruzione siano destinate somme "leggermente" inferiori: rispettivamente lo 0.4 e lo 0.5%.

La Birmania deve infatti mantenere un esercito di circa 450.000 uomini e comprare molte armi. Fra i paesi che continuano a vendergliele spicca la Cina, amica della giunta dal 1988, quando ha capito che, tramite i nuovi dittatori, poteva stendere la sua "lunga mano" nel Paese.

L’accordo commerciale ufficiale tra i due paesi risale proprio al 6 agosto 1988 quando ancora la situazione politica non si era stabilizzata (1). Valutare precisamente il volume di affari derivato da questa intesa non è possibile ma si stima che, solo negli anni ‘90, la Cina abbia fornito armi alla Birmania per un valore di circa 2 miliardi di dollari.

Ma mentre i generali birmani spendono qualunque cifra per tutelarsi da attacchi interni ed esterni, il Paese è afflitto da gravi malattie come l’AIDS, la tubercolosi (che colpisce il 40% della popolazione) e la malaria, che miete in Birmania più del 50% dei morti dell’Asia meridionale.

Data la latitanza del servizio sanitario pubblico è molto difficile reperire i farmaci e, quando si trovano, spesso sono contraffatti. Per la stragrande maggioranza queste medicine-pirata provengono dalla Cina. E proprio in merito ai farmaci antimalarici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivelato che almeno duecentomila malati di malaria sono morti per essere stati curati con farmaci falsi o scaduti. Nei "finti" farmaci cinesi, a volte il contenuto di artemisinina (il principio attivo) è troppo basso mentre altre volte è adulterato con gesso e amido.

Probabilmente è superfluo precisare che i membri del regime si curano nei nosocomi militari che, contrariamente a quelli per i civili, hanno le più moderne attrezzature e la migliore fornitura di farmaci, ovviamente provenienti dall'Occidente.
Come in ogni regime dittatoriale che si rispetti, anche in Birmania lo Stato non è al servizio della popolazione, ma è quest’ultima che viene asservita e sfruttata.

E così gli Aiuti, che servono a lavare le coscienze delle nazioni occidentali, finiranno in armamenti e lussi per i dittatori, anziché in cibo e medicine.

 

(1) Ricordiamo che l’8 agosto 1988 la protesta di milioni di birmani contro i militari fu soffocata nel sangue.

 

Fonti:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200709articoli/26197girata.asp http://www.ong.agimondo.it/focus/embargo-immediato-e-totale-sulle-armi
hhttp://www.amnesty.org/en/library/info/ASA16/016/2007
ttp://www.iiss.org/search?q=myanmar
http://www.burmacampaign.org.uk/aboutburma/economy.html http://www.searo.who.int/en/Section1257/Section2263/Section2528.htm http://www.who.int/malaria/docs/diagnosisandtreatment/MtgManufacturersArtemisininDerivatives.pdf