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Gli aiuti lasciano la Birmania
Ad un mese dal ciclone Nargis le navi americane, francesi e inglesi che si trovavano al largo delle coste birmane si preparano a partire cariche di aiuti, dopo aver atteso inutilmente per settimane che la giunta militare ne approvasse la consegna. Le navi avevano a bordo tonnellate di acqua ed alimenti, medicinali, sistemi di purificazione dell’acqua, tende, reti anti-zanzare e coperte ma, senza i visti, non hanno potuto raggiungere gli sfollati, che nel frattempo venivano rispediti a forza tra le rovine dei loro villaggi dalle squadre anti sommossa del regime. Con un bilancio ormai accertato di 134.000 tra morti e dispersi, e 2,4 milioni di persone che lottano contro fame sete e malattie, la giunta dittatoriale di Tan Shwe continua a dichiarare, dalle pagine del quotidiano controllato dal regime New Light of Myanmar, che “non accetterà aiuti umanitari portati da navi o elicotteri militari americani inglesi e francesi” e critica i Paesi occidentali che hanno preteso, come condizione preliminare agli aiuti finanziari, il libero accesso delle ONG e del personale umanitario nelle regioni più colpite dal ciclone, dove le popolazioni sono ad altissimo rischio di vita. Il 31 Maggio 2008, per voce del segretario alla difesa Robert Gates, Washington aveva già espresso tutta l’indignazione del mondo libero. Dalle pagine del Telegraph Gates aveva accusato la giunta di causare decine di migliaia di morti impedendo che i sussidi stranieri raggiungessero le vittime del ciclone: “Molti altri paesi oltre agli Stati Uniti sono stati ostacolati nei loro sforzi. Le navi statunitensi, quelle inglesi e quelle francesi sono davanti alle coste birmane. Stracolme d’aiuti, ma inutili” ha dichiarato Gates. “Non siamo noi ad esser rimasti sordi e muti... non siamo noi ad esser rimasti a guardare”. Ora le navi si preparano a lasciare le acque birmane, dopo aver tentato invano - per quindici volte nelle ultime tre settimane - di convincere il regime ad acconsentire al loro ingresso. L’Ammiraglio Timothy Keating ha dichiarato che l’USS Essex group se ne andrà domani (5 giugno 2008) ma lascerà alcuni elicotteri nei pressi della Tailandia. "Se il governo birmano dovesse cambiare idea e richiedere la nostra piena assistenza siamo pronti ad andare", afferma Keating in un comunicato. Ora però è il momento, per l’USS Essex group, "di dirigersi verso la prossima missione (...) sono rattristato e frustrato di sapere che eravamo nella posizione di alleviare le sofferenze di centinaia di migliaia di persone ed evitare ulteriori perdite di vite ma non abbiamo potuto farlo per l'implacabile posizione della giunta militare birmana".
Fonti: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=81879 http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2008-05-29T074628Z_01_MOL926272_RTRIDST_0_OITTP-MYANAMAR-RESPINGE-AIUTI.XML http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=81906 http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2008-05-12T180340Z_01_ROS218222_RTRIDST_0_OITTP-MYANMAR-AIUTI-USA.XML http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=265724 http://www.nytimes.com/2008/06/02/world/asia/02gates.html?em&ex=1212552000&en=38043f45b462bb60&ei=5087%0A http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/burmamyanmar/2057300/Myanmar-cyclone-US-Defence-Secretary-accuses-junta-of-causing-Burmese-deaths.html http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/05_maggio/21/birmania_navi_usa_attendono_si_da_giunta_per_consegna_aiuti,14888583.html
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