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4 Burma

Piano per un perfetto genocidio

La giunta militare birmana ha "ricollocato" forzatamente decine di migliaia di sopravvissuti al ciclone Nargis (compresi quanti avevano trovato rifugio nei monasteri buddisti) in campi governativi. Qui, secondo alcune testimonianze, gli sventurati, scampati alla morte e alla devastazione provocate dal ciclone, vengono costretti ai lavori forzati. "Devono spaccare pietre nei cantieri. Sono pagati 1 dollaro al giorno e non gli viene dato da mangiare”, riferisce al quotidiano britannico The Telegraph Ko Hla Min, un contadino trentacinquenne che ha perso nove parenti. Ko Hla Min racconta che  i militari hanno fatto dei rastrellamenti nella città di Bogalay portando via i residenti e utilizzandoli poi come schiavi.

Delle circa 80.000 persone che avevano cercato rifugio nei santuari e nei templi a Labutta, solo 20.000 sono rimaste nei monasteri mentre le altre sono state portate via dai soldati.
Nel tentativo di nascondere la reale entità del disastro agli occhi del mondo, la giunta ha impedito agli stessi birmani l’accesso nell’area del Delta dell'Irrawaddy, che è stata circondata da posti di blocco.

Molti sono senza cibo, né acqua né rifugio da settimane, e sono stati riferiti casi di colera. La Croce Rossa ritiene che il reale numero di vittime sia superiore a 100.000 e che almeno 2.000.000 siano in condizioni di emergenza.

I militari assicurano di aver distribuito gli aiuti umanitari, ma qualcuno afferma di averli visti esposti negli scaffali dei supermercati di Rangoon.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/burmamyanmar/1958136/Myanmar-cyclone-Survivors-may-be-sent-to-labour-camps.html