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4 Burma

Democrazia stile Birmano

I generali birmani hanno indetto un referendum che mira a nascondere il regime militare dietro una facciata di democrazia e hanno dato al popolo la possibilità di scegliere: sostenete il referendum o andate in prigione. Alcuni coraggiosi hanno indossato magliette con su scritto "Vota No" e sono stati portati in carcere.

L’ufficio del segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha dichiarato: "All’ONU è stato chiesto un rapporto sul fatto che i votanti birmani sono stati costretti a votare si al referendum… Le nazioni Unite non hanno notizie di prima mano a riguardo ma reiterano la propria convinzione che sia importante per il governo del Myanmar onorare l’impegno per un processo libero e giusto". Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è impotente, come è evidente da una inutile dichiarazione approvata dal consiglio venerdì; la Cina e la Russia preferirebbero vedere l’organizzazione umiliata piuttosto che sostenere la democrazia in birmania. Ma perché appoggiare l’illusione di un processo "libero e giusto"?

La Cina spalleggia i generali, l’India rimane in silenzio, la Tailandia anche peggio del silenzio. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni bancarie sui governanti birmani e sulle compagnie che essi controllano attraverso la corruzione, ma l’Europa è riluttante a farlo. I Birmani continuano a protestare e resistere. Molti voteranno no, anche se il governo senza dubbio non divulgherà tale risultato. Il minimo che coloro che sono fuori da quella gigantesca prigione possono fare è non far finta che il referendum di sabato abbia qualcosa a che fare con la democrazia.