|
Manda a un amico
|
Contatti
|
Cerca
|
English
|
![]() |
![]() |
|
Dichiarazione di Laura Bush
Dichiarazione della Signora Bush sulla situazione in Birmania Rilasciata durante la videoconferenza tenutasi in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti Umani. Roosevelt Room “Signor Ambasciatore, Dr. Maung vi ringrazio per essevi uniti a noi questa mattina. Vorrei fare soltanto qualche breve dichiarazione dopodiché sarò ansiosa di sentire i commenti del Dr. Maung. Per circa 20 anni, il regime militare birmano ha schiacciato il pacifico dissenso e incarcerato migliaia di prigionieri politici. Durante 12 degli ultimi 18 anni, la leadership militare ha costretto agli arresti domiciliari Daw Aung San Suu Kyi la leader della National League for Democracy, partito democraticamente eletto in Birmania. Questa estate il mondo ha assistito con orrore alla brutale repressione condotta dalla giunta contro i monaci buddisti, i quali avevano guidato i loro concittadini in una protesta non violenta per l’aumento del 500 % del prezzo del gas a controllo statale. Molti sono stati uccisi e migliaia imprigionati in condizioni vergognose. Gli arresti e le percosse continuano, e un gran numero di dimostranti è ancora in carcere. I regimi che hanno meno rispetto per i più basilari diritti umani sono spesso quelli meno capaci di provvedere ai fondamentali bisogni dei propri cittadini. In Birmania, le arbitrarie decisioni economiche dei generali hanno prodotto una diffusa miseria e povertà. La maggioranza dei cittadini vive con meno di un dollaro al giorno. In una nazione un tempo famosa per le sue abbondanti risorse agricole, oggi molte persone possono permettersi solo un pasto al giorno. Le cure mediche essenziali sono assenti. Malattie infettive come AIDS, malaria e tubercolosi resistente agli antibiotici si diffondono incontrollate attraverso il Paese e costituiscono una seria minaccia sanitaria per il Sudest asiatico. La politica della giunta ha provocato conseguenze devastanti sui bambini. L’UNICEF stima che più di un terzo dei bambini birmani sotto I cinque anni di età soffre di malnutrizione. Il sistema scolastico è sfasciato. Ragazze disperate a Rangoon lavorano In "karaoke club", miserabili coperture per case di tolleranza. Sembra che I generali siano indifferenti alla sofferenza del popolo birmano, ma il resto del mondo non lo è. L’Unione Europea ha rafforzato le sanzioni contro il regime, e ha imposto un embargo su alcune delle sue principali fonti di reddito - incluse pietre preziose, legname e metalli. L’India, uno dei principali partner commerciali della Birmania, ha smesso di vendere armi alla giunta. Il Presidente delle Filippine ha dichiarato che la ratifica da parte del suo Paese della nuova carta dell’ASEAN dipende dal rilascio della leader Aung San Suu Kyi. E l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Birmania, Ibrahim Gambari, sta lavorando alla riconciliazione tra il regime e l’opposizione democratica birmana. Gli Americani stanno facendo il possibile per aiutare. Quest’anno, il nostro governo ha fornito circa 15 milioni di dollari in aiuti umanitari al popolo birmano. A Settembre e Ottobre, il Presidente Bush ha appesantito le sanzioni U.S.A. contro il regime e i suoi principali leader. Il Dipartimento di Stato ha esteso il divieto di visto agli ufficiali birmani e ai loro familiari, aggiungendo circa 290 persone. Sappiamo che il regime sente questa pressione finanziaria. Dopo che il Dipartimento del Tesoro ha aggiunto il sostenitore del regime Tay Za alla lista delle sanzioni, la sua linea aerea, Air Bagan, ha dovuto cessare i voli per Singapore, perché la banca della compagnia a Singapore ha interrotto ogni rapporto finanziario. La protesta internazionale sta anche coinvolgendo la vendita di pietre preziose birmane, per ampiezza la terza fonte di reddito del regime. Lo scorso mese, all’asta di gioielli di Rangoon, sono stati raccolti solo 150 milioni di dollari – metà di quello che il regime sperava di guadagnare. Il Presidente Bush ed io facciamo appello a tutte le nazioni—specialmente quelle più vicine alla Birmania – affinché usino la loro influenza per facilitare una transizione verso la democrazia. Fino ad ora, Than Shwe ha offerto solo superficiali gesti di riconciliazione. Se lui e i suoi generali fossero seri, dovrebbero dare ad Aung San Suu Kyi e altri membri dell’opposizione birmana accesso illimitato alla comunità diplomatica. Lei e altri leader politici dovrebbero essere rilasciati immediatamente e incondizionatamente, così che possano pianificare la strategia per una transizione pacifica verso la democrazia. I membri della giunta hanno promesso di impegnarsi in un dialogo serio con I rappresentanti democratici del popolo birmano. Se Than Shwe e I generali non sapranno soddisfare queste fondamentali richieste, allora sarà giunto il momento per loro di farsi da parte e sgomberare la strada ad una Birmania libera e democratica. Nel frattempo, noi non dimenticheremo le 88 generazioni di studenti, i monaci buddisti, Aung San Suu Kyi, e tutti I prigionieri politici. Specialmente nella Giornata dei Diritti Umani, noi ci uniamo ai coraggiosi che difendono la democrazia e la giustizia in Birmania”.
|