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4 Burma

Referendum in Birmania. Perché ora?

“L'improvviso annuncio da parte del regime militare birmano di un prossimo referendum nazionale, seguito dalle elezioni nel giro di due anni, non è una sorpresa totale. Il referendum, previsto per maggio, riguarda una nuova costituzione che si sta stipulando in segreto dal 1993, in un processo controllato dai militari, e non ancora scritta. Le elezioni parlamentari avverrebbero nel 2010, vent’anni dopo l'ultima volta in cui i Birmani sono andati alle urne votando contro il governo militare.

La giunta militare birmana è maestra nell’ingannare e nel prendere tempo. Dopo quindici anni in cui abbiamo assistito alla “coreografia” di una Convention Nazionale, con partecipanti per la maggior parte non eletti e scelti apposta, a cui è proibito uscire dai locali e discutere apertamente sulle varie questioni, perché il regime ha improvvisamente fissato una scadenza per concludere il tutto? Una probabile ragione è la necessità di arginare il danno provocato dalla condanna universale della severa repressione operata dal regime sulla protesta pacifica dei monaci e sui dimostranti civili lo scorso settembre. Forse è più importante, mentre sembra che abbracci la riforma politica, che il regime aiuti il suo sostenitore principale, la Cina, a deviare l'attenzione negativa potenziale prima dell'inizio delle Olimpiadi di Pechino.

La giunta, guidata dal Generale Than Shwe, ha manipolato il processo costituzionale con la speranza che il regime militare finalmente fosse legittimizzato. Generale Than Shwe, che si dice sia stato addestrato alla guerra psicologica, sta scommettendo che la Comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Unione Europea e soprattutto l'Associazione delle Nazioni Asiatiche Sudorientali (ASEAN) - tutti sofferenti dai vari gradi "di affaticamento della Birmania" - potrebbero, per quanto riluttanti, aggrapparsi ad una facciata di cambiamento".

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http://jurist.law.pitt.edu/hotline/2008/02/referendum-in-burma-why-now.php