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Leader Birmano Assassinato
Padoh Mahn Sha, leader della Karen National Union, è l’ultima vittima del regime militare Birmano. È stato brutalmente ucciso da due uomini nella cittadina tailandese di Mae Sot, vicino alla frontiera Birmana. Mahn Sha era stato più volte accusato dalla giunta militare di essere un terrorista e un sovversivo, fomentatore di rivolte. Questo odioso crimine è avvenuto pochi giorni dopo l’annuncio di un referendum nazionale previsto per il mese di maggio, riguardo la bozza di una nuova costituzione che nessuno ha ancora visto e che, secondo il Financial Times, vorrebbe essenzialmente “legalizzare il governo militare, facendo pochissime concessioni al desiderio di autonomia delle minoranze etniche”. Mahn Sha ha ripetutamente ribadito il rischio di un incremento delle violenze a causa del referendum, e questo è stato il motivo delle accuse di terrorismo a lui imputate. Anche se non ci sono prove che dimostrino la loro responsabilità, si pensa che gli assassini siano ex-membri del Karen National Union, ora alleati dei generali. I dissidenti birmani sono rimasti scioccati dalla morte di Mahn Sha, e sono soprattutto preoccupati perché l’assassinio ha avuto luogo in Tailandia, dove vivono più di 140.000 rifugiati del Karen: “Siamo preoccupati per il fatto che andremo incontro a un ulteriore spargimento di sangue”, ha detto Nyo Ohn Myint, un abitante di Mae Sot, membro della National League for Democracy di Aung Sun Suu Kyi. Il KNU ha già nominato un nuovo leader: Ba Thien. Il nuovo presidente del KNU, che accusa dell'omicidio le truppe della giunta, ha dichiarato: "abbiamo perso uno dei nostri leader ma niente potrà influenzare il nostro movimento (...) continueremo a lottare per la nostra causa".
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